venerdì 12 novembre 2010

Recensione di "Rashomon"

TITOLO: Rashomon
REGIA: Akiro Kurosawa
ANNO: 1950
GENERE: Drammatico

A Kyoto, nel Giappone medievale, tre uomini si fermano a discutere di un caso di omicidio avvenuto pochi giorni prima. La vittima è un samurai, ucciso da un brigante di nome Tajomaru che ha inoltre abusato della moglie. I tre uomini danno differenti versioni dell'accaduto, facendo apparire colpevole il brigante, la moglie della vittima, o il samurai stesso. La cosa interessante è che durante l'interrogatorio, mostrato in un flashback, si vede solo il testimone che parla alla giuria, facendo sì che lo spettatore non senta neanche le domande che gli pongono. Anche alla fine del film non si riesce a capire chi è l'effettivo assassino; Con questo il film fa riflettere molto sulla natura dell'uomo e sulla sua tendenza alla menzogna. Negli anni della sua uscita il cinema giapponese era del tutto sconosciuto a livello mondiale ma questo film grazie alla sua bellezza e alla splendida recitazione degli attori protagonisti, fu notato e portato al FilmFestival di Venezia, dove nel 1951 vince il Leone D'oro .


Nessun commento:

Posta un commento