giovedì 23 dicembre 2010

Recensione di " Effetto Notte "



TITOLO: Effetto Notte (La Nuit Americaine)
REGIA: François Truffaut 
GENERE: Commedia
ANNO: 1973

Il film parla della produzione e retroscena durante la lavorazione del film Vi presento Pamela, girato negli studi di Nizza: la vita e il lavoro degli attori, dei membri della troupe cinematografica e del regista Ferrand (François Truffaut). I problemi della lavorazione si alternano con i rapporti personali tra i vari componenti della “troupe” e con la storia del film nel film. Fu  un successo internazionale e vinse l’ Oscar per il miglior film straniero.
Film davvero degno dell’Oscar. Nonostante la durata complessiva di 115 minuti della pellicola, il film non pare mai noioso: la storia seppur non essendo complessa è molto intrigante. In questo film il vero e unico protagonista è il cinema. Truffaut mette in scena un vero e proprio set cinematografico ove lo si può notare completamente immerso nel suo lavoro, mostrando chiaramente il suo immenso amore per il cinema. 

Frase dal film:
<< Ho sempre provato un'attrazione irresistibile per il fuoco.
Sa, credo che la gente una volta guardava il fuoco come oggi guarda la televisione. E ho l'impressione che uno ha sempre bisogno, soprattutto dopo cena, di guardare delle immagini in movimento. >>

mercoledì 1 dicembre 2010

Recensione di "Giustizia Privata"



TITOLO: Giustizia Privata
REGIA: F. Gary Gray
ANNO: 2010
GENERE: Thriller

Un uomo di nome Clyde (Gerard Butler), a dieci anni dal brutale assasinio della moglie e della figlia, torna ad esigere giustizia dal procuratore distrettuale Nick (Jamie Foxx) che ha curato il caso contro gli assassini. Quest'uomo si rivolterà contro non solo a chi ha concesso la grazia all'assassino, ma anche al sistema e alla città che lo ha permesso. Clyde in questi dieci anni ha avuto il tempo di pianificare la sua vendetta contro ogni diretto responsabile degli omicidi, ma anche contro coloro che hanno permesso che la giustizia non venisse a capo della faccenda, tra cui avvocati e perfino il giudice che si è occupato del caso. L'impressione che si ha del protagonista continua a cambiare: prima è un pover'uomo che ha perso la famiglia, poi è un pazzo omicida, poi ancora un genio. Clyde infatti, pur di dimostrare quanto sia corrotto e malato il sistema giudiziario inizia ad uccidere, persino a massacrare uomini e donne, ma senza lasciare alcuna prova della sua colpevolezza. L'intelligenza e la genialità di Clyde sta nel riuscire ad uccidere pur essendo in carcere. Ho notato uno splendido montaggio parallelo all'inizio del film che mostra l'esecuzione di uno degli assassini e contemporaneamente il concerto di violoncello della figlia del procuratore Nick. Questo è servito a far capire che l'esecuzione di un condannato a morte spesso viene visto dalla gente come uno spettecolo, con tanto di sipario. Film bellissimo, eccitante e ricco di colpi di scena.

venerdì 12 novembre 2010

Recensione di "Ogni cosa è illuminata"

TITOLO: Ogni cosa è illumintata
REGIA: Liev Schreiber
GENERE: Commedia / Drammatico
ANNO: 2005

Il protagonista è Jonathan Safran Foer (Elijah Wood): un ebreo di origine ucraina nato e cresciuto in America. Essendo un collezionista di oggetti, cioè ricordi di famiglia, decide di tornare in Ucraina per cercare un piccolo villaggio chiamato Trachimbrod, dove visse suo nonno. Nel suo viaggio si affiderà ad una guida locale di nome Alex (Eugene Hutz) e al suo nonno finto cieco. Jonathan scopre, grazie ad una anziana donna che conosceva suo nonno, che il villaggio che sta cercando non esiste più. Tutto ciò che rimane di Trachimbrod è a casa di questa donna, poichè anche lei era una cittadina di quel paese, e come lui ha conservato il ricordo di ogni abitante di Trachinbrod. E' una commedia drammatica abbastanza complessa: il tema principale trattato sono i ricordi. Liev Schreiber è stato particolarmente abile nell'aggiungere scene tuttosommato divertenti con un ottimo senso dell'umorismo, che fanno sorridere lo spettatore. Il film, con tutto il suo valore poetico,  spiega che per vivere il presente bisogna capire il passato, mettendo in relazione il tempo tramite gli oggetti che il protagonista conserva accuratamente.

Recensione di "Rashomon"

TITOLO: Rashomon
REGIA: Akiro Kurosawa
ANNO: 1950
GENERE: Drammatico

A Kyoto, nel Giappone medievale, tre uomini si fermano a discutere di un caso di omicidio avvenuto pochi giorni prima. La vittima è un samurai, ucciso da un brigante di nome Tajomaru che ha inoltre abusato della moglie. I tre uomini danno differenti versioni dell'accaduto, facendo apparire colpevole il brigante, la moglie della vittima, o il samurai stesso. La cosa interessante è che durante l'interrogatorio, mostrato in un flashback, si vede solo il testimone che parla alla giuria, facendo sì che lo spettatore non senta neanche le domande che gli pongono. Anche alla fine del film non si riesce a capire chi è l'effettivo assassino; Con questo il film fa riflettere molto sulla natura dell'uomo e sulla sua tendenza alla menzogna. Negli anni della sua uscita il cinema giapponese era del tutto sconosciuto a livello mondiale ma questo film grazie alla sua bellezza e alla splendida recitazione degli attori protagonisti, fu notato e portato al FilmFestival di Venezia, dove nel 1951 vince il Leone D'oro .


lunedì 18 ottobre 2010

Recensione di "Bastardi senza gloria"

TITOLO: Bastardi senza gloria (Inglorious Basterds)
REGIA: Quentin Tarantino
ANNO: 2009
GENERE: Azione 

Siamo durante seconda guerra mondiale. Il tenente comandante Aldo Raine (Brad Pitt) mette insieme una squadra di ebrei americani noti come “bastardi”, tutti con lo stesso ideale e con un solo e unico scopo: eliminare i nazisti. La loro missione è di dare fuoco a un cinema con all’interno i maggiori esponenti del Terzo Reich, Hitler compreso. Il film mi è piaciuto molto poichè è ricco di scene d’azione spettacolari e da un ritmo molto incalzante. Inoltre è da ammirare la capacità di  Tarantino di riuscire a inserire in un film di tale violenza (come è suo solito fare con scene molto cruente) anche scene comiche con un ottimo e centrato senso dell’umorismo; il film mi è piaciuto anche per questo.